Mercato 07/08/2009 09:09

L'ondata dei precari

Le occasioni non mancano. E non fate caso se per la maggior parte sono esuberi o addirittura disoccupati. Da qui al 31 agosto saranno loro i protagonisti della maggior parte delle trattative. I casi dei laziali De Silvestri, Ledesma e Pandev hanno del clamoroso. Ma sono solo la punta dell’iceberg, cioè di un fenomeno che, a cascata, interessa tutto il calcio italiano. E anche questo è lo specchio della crisi economica. Se negli anni passati già al mese di luglio i club di Serie A smaltivano la maggior parte dei loro tesserati senza posto in squadra. Quest’estate è successo che molti sono rimasti all’ovile per mancanza di acquirenti. Anche perché molti sperano di poter trovare una soluzione con la formula del last minute, cioè a costo zero. Del resto anche dall’estero non sono arrivate le offerte irresistibili di un tempo. Se si eccettuano le operazioni di Kakà e Ibrahimovic, di fatto sono partiti solo Aquilani in direzione Liverpool e Rosina per lo Zenit.

Una raffica di no Poi, la solita selva di rifiuti (Poulsen, Quaresma, Vieira, Mancini e Oddo i più significativi) di chi preferisce aspettare una chance migliore. Comunque questa pattuglia di 113 giocatori in eccedenza non può restare ai margini della serie A. Dovrà trovare una sistemazione nel prossime tre settimane; di sicuro per una questione economica, ma anche tecnica. Soprattutto i club che disputano la e la Europa League hanno il vincolo dei 25 posti per le competizioni europee. Un limite che vincola non poco le ambizioni di chi rischia l’esclusione. E non è un caso che José Mourinho l’anno scorso abbia espresso chiaramente il desiderio di limitare la propria rosa a 24 giocatori. Un auspicio ovviamente. Ma di difficile realizzazione per i problemi appena accennati.

I vincoli dei cadetti Peraltro anche il campionato di B ha i suoi bei problemi. In virtù dei patti di categoria in vigore da qualche anno i club devono tesserare al massimo 20 giocatori (senza contare gli under 21) per usufruire dei denari della mutualità. Un vincolo che impone di trovare in breve una sistemazione ai 92 calciatori che ora sono stimati in esubero tra i cadetti. Incentivi in Lega Pro Inoltre, al momento sono almeno 171 i professionisti che s’allenano nei centri per disoccupati a cui vanno aggiunti altri 77 giocatori destinati a restare fuori rosa in Prima divisione. Anche la Lega Pro, infatti, ha stabilito un tetto, ma ha usato il criterio inverso. Insomma in Prima divisione c’è l’obbligo a iscrivere a referto almeno 8 under 23. Invece in Seconda divisione lo scoglio sale a 10 under 23. E non a caso molti presidenti hanno già fatto razzia di giovani a minimo di stipendio, contando di lasciare a casa gli anziani più costosi.

Totale da record Mettendo a confronto le varie categorie si ottiene un totale di 453 professionisti precari. Un fenomeno che tiene in ansia un po’ tutti. Innanzitutto l’Assocalciatori che stima un aumento della disoccupazione intorno al 10% e già pensa di correre ai ripari. Ma anche alle stesse Leghe, preoccupate di contenere i costi, nonostante le mille contraddizioni di chi non riesce proprio a far quadrare i conti. Siamo alle solite. Come si fa a risparmiare senza dei veri paletti? Intanto gustiamoci questo finale di mercato con le immancabili trame al fotofinish.