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La penna degli Altri

Una Roma XXL Lamela e Osvaldo al top. Il Napoli non ha scampo



I motivi Questo exploit giallorosso di fine anno poggia su solide basi: 1) L'intelligente elastico di , perfetto nell'impostare da centrocampista per poi arretrare sulla linea di Juan e Heinze determinando l'avanzamento costante dei laterali Rosi e Taddei e quindi depotenziando la consueta spinta dei terzini di Mazzarri; 2) L'eccellente spinta di
Lamela nel primo tempo: sul gol ha fortuna, però in altre giocate ha confermato classe e temperamento, incluso un il tiro sul palo che poteva dare il 2-0 già nel primo tempo; 3) I puntuali rientri nel cerchio di centrocampo di , che prendeva palla e poi appoggiava nello spazio gli inserimenti di Osvaldo determinando una situazione di crisi per mediani e difensori avversari; 4) Il puntuale trabocchetto del fuorigioco, in cui i partenopei cadono nove volte, comprese due azioni che erano terminate col pallone in fondo alla rete di Stekelenburg (tocchi finali di Cavani e Mascara) ma a gioco fermato dal guardalinee.



Difficoltà Il si ritrova ad affrontare, partendo dallo 0-1, ricordiamolo, una Roma che accetta la sfida a tutto campo e i relativi rischi dei duelli arretrati senza paracadute: tre contro tre. In compenso Luis Enrique si assicura, contro un
Mazzarri che poggia le sue fortune sulla capacità di infoltire il centrocampo, una sostanziale supremazia di geometrie e dinamismo laddove sgorga il gioco grazie al movimento senza palla di tutti i suoi uomini, che ormai capiscono cosa pretende il tecnico.



Gli errori Il ha pure sfortuna perché è raro vedere un uomo di classe come Hamsik fallire da un metro il più facile dei gol, e Lavezzi coglie un palo a
battuto: sarebbe stato l'1-1 e da lì molto poteva cambiare. E appare ancora più nera la serata del quando al 10' della ripresa Lavezzi si allunga per deviare un invito di Gargano a due passi dalla linea bianca ma non riesce a toccare in gol procurandosi una lesione al quadricipite (oggi gli esami). Senza il suo uomo migliore, il ha dato tutto quello che poteva dare, rientrando in gara grazie a un diagonale di
Hamsik dopo un drastico cambio di modulo (4-4-2).

I meriti Bisogna però tener conto del fatto che pure nel secondo tempo la Roma non ha mai smesso di insidiare e dopo i due grossolani errori di mira commessi sul finire della prima frazione, Osvaldo si è presentato puntuale al tocco del 2-0 (59') sfruttando una seconda svista di Campagnaro (che già ha il rimorso di non essere riuscito a fermare Lamela) su un preciso traversone di . Il 3-1 arriva quando il sta cercando il miracolo nel recupero. Un tiro di Simplicio dal limite, anche questo deviato, precipita gli azzurri nello sconforto. La frenata è evidente: cinque punti in quattro partite laddove De Laurentiis ne chiedeva nove nelle ultime tre. Questa sta portando via il campionato? Il San Paolo se lo chiede angosciato.

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