Approfondimenti 30/07/2010 13:34

Burdisso nella lista dei tormentoni estivi

L’estate 2010 è quella legata al nome di Nicolas Burdisso, in bilico tra i giallorossi e l’Inter proprietaria del cartellino. Una trattativa che va avanti da tempo, già a gennaio con l’argentino in prestito nella Capitale, Pradè e Branca discussero, senza trovare l’accordo, per il passaggio del difensore a titolo definitivo alla corte di Ranieri.

Giorni decisivi sbandierati, milioni che ballano, rimandi e ripensamenti.

Ma se la questione-Burdisso sembra portare all’esaurimento i tifosi romanisti c’è da dire che a Trigoria, vista la carenza di risorse economiche, ormai si è vaccinati alle lunghe trattative.

Solo l’estate 2005 trascorse senza titoloni di giornali. Il motivo è semplice: la Roma potè acquistare solo qualche parametro zero prima che la Fifa sospendesse il mercato della società di Rosella Sensi per la vicenda Mexes.

Andò diversamente nell’estate successiva: con la telenovela Pizarro che vide anche in quella circostanza la Roma e i nerazzurri al centro della negoziazione. Spalletti chiedeva con insistenza il regista avuto ai tempi dell’Udinese e che a Milano faticava a trovare spazio. Alla fine vinte le titubanze del giocatore e grazie alle telefonate di si arrivò ad una soluzione parziale: passaggio in comproprietà del cileno a Roma.

Nel calciomercato per la stagione 2007/08 l’uomo dei desideri giallorossi aveva il nome di Cicinho. Il laterale era reduce da un brutto infortunio, costretto alla panchina a Madrid (o provato fuori ruolo da Schuster nelle prime uscite amichevoli) e con una voglia matta di approdare nella Roma dei brasiliani. L’accordo tra i dirigenti si trovò a fine agosto col trasferimento in giallorosso per 9 milioni di euro e un’ accoglienza trionfale a Fiumicino.

L’estate 2008 vide ancora un’operazione condotta tra Roma e Real: stavolta fu Julio Baptista a salutare i blancos sempre verso la fine della sessione di mercato. Il vero tormentone però quell’anno fu legato ad Adrian Mutu e non andò a buon fine. Il rumeno accettò il passaggio alla Roma e quando mancava solo l’ufficializzazione ci fu il ripensamento con le rimostranze della piazza e la minacce di dimissioni portate avanti da Prandelli. Un tormentone senza buon esito con i giallorossi che solo allora dirottarono le attenzioni sulla Bestia (solito acquisto concluso con fatica) e a sorpresa su Menez.

Mentre nella scorsa sessione di mercato non un solo nome ma una miriade di papabili numeri nove furono accostati ai lupi. Julio Cruz, considerato dagli addetti ai lavori ad un passo dalla Roma finì addirittura sull’altra sponda del Tevere. Tante le voci sul consolidato asse Roma-Madrid: il chiacchierato Alvaro Negredo lasciò le merengues per il Siviglia, Ruud Van Nistelrooy nonostante i tentativi del 31 Agosto rimase fino a gennaio nel suo club e Klas Jan Huntelaar considerato il sogno da tanti tifosi romanisti si trasferì al Milan. Roman Pavlychenko fu l’uomo che sembrò più vicino a diventare il centravanti giallorosso, nulla di fatto però col russo che rimase al Tottenham. Inchiostro sprecato e speranze infrante: arrivò Zamblera.

 

Andrea Palazzo