La penna degli Altri
La Roma va piano, Gasp aspetta. Friedkin riflette sulle cessioni
Eppur si muove. Sottotraccia, direbbe Gasperini, ma qualcosa sta succedendo. E certo che due aspetti si possono sottolineare. «La Roma in vantaggio» non era solo la frase più bella mondo da ascoltare, per i suoi tifosi, ma anche un'oggettiva fotografia della situazione alla sera del 24 maggio, alla fine del campionato, tra competitor in difficoltà, altre senza nulla di nulla e altre ancora costrette a cambiare guida tecnica. Quel vantaggio lì, quell'abbrivio dovuto anche all'entusiasmo del terzo posto, oggi pare un ricordo. E non solo per le lungaggini relative all'insediamento del nuovo direttore sportivo, quel Tony D'Amico che sta risolvendo questioni economiche con l'Atalanta e la Roma che aspetta di annunciarlo (ogni giorno è buono).
Ma ci sono almeno altri due aspetti su cui il club non ha ancora rassicurato il suo allenatore. Il primo, i rinnovi. Benintesi: il club non è rimasto fermo, non del tutto. Ad esempio, Ryan Friedkin e Carlos Novel, agente di Dybala, hanno avuto più di un contatto in questi giorni. Ma perché si arrivi alla firma c'è la volontà di aspettare l'insediamento di D'Amico. Chissà, magari i prossimi giorni saranno quelli buoni, così da lanciare nel migliore dei modi la campagna abbonamenti... Ma vale per la Joya, come per Pellegrini e a maggior ragione per Celik: finche non si firma, non si elimina la possibilità di inserimenti di altri club.
E poi c'è la questione bilancio. Ovvero settlement agreement: sono 50 i milioni di euro di plusvalenze (non cessioni, plusvalenze) che la Roma deve realizzare entro il 30 giugno, tre settimane a partire da oggi: niente, in tempi di mercato. Ad oggi è tutto fermo, giusto qualche abboccamento relativo a Ndicka e nulla più. Come se ne esce? Con un dialogo che i Friedkin hanno avviato con la Uefa. La Roma starebbe valutando l'opportunità di allungare di un anno, dunque fino al 30 giugno 2027, il settlement agreement. [...]
(Corsera)