Interviste AS Roma 27/09/2018 20:41

TOTTI: "Farò sempre il bene della Roma. Io presidente in futuro? Perché no" (VIDEO)

parla prima dell'evento al Colosseo in cui l'ex capitano presenta la sua autobiografia. L'ex numero 10 giallorosso si è raccontato ai microfoni dell'emittente satellitare. Questo il suo intervento:

In questo posto meraviglioso, il Colosseo: il simbolo di Roma e quello della storia della Roma. Che emozione è?
E' un'emozione unica, sono davvero lusingato e onorato di questa serata così importante per me

Auguri, ma l'autobiografia è un bel regalo che si è concesso...
Accantoniamo il giorno del mio compleanno, conta la mia biografia, dove si parla più dell'uomo che del giocatore

Le anticipazioni sul suo rapporto con . Si aspettava le dimissioni di Baldini?
Non speravo questo, spero non si arrabbi nessun altro. Non ho fatto questo libro per togliermi qualche sassolino dalla scarpa, l'ho fatto per parlare di me, di 25 anni di Roma. Dovrebbero essere contenti, anche perchè ne ho parlato...

Ha raccontato di tutto. Che derby sarà quello di sabato?
Sarà una partita a se come sempre, particolare e sentita. Spero che la squadra possa dimostrare il proprio valore. ci crediamo noi e ci credono i tifosi. Affronteremo questa partita a testa alta

Nel momento di difficoltà che c'è stato, cosa si è sentito di dover dire ai giovani che sono nella Roma?
Ho cercato di dare il mio contributo, in 25 anni di Roma che ho vissuto c'è stata in media una contestazione l'anno... Se ne esce con serietà e compattezza. Sono frasi banali ma vere, sono esseri umani anche loro e possono sbagliare ma in un gruppo si deve sempre dare di più.

Ha ipnotizzato 3 generazioni diverse: un libro che può affascinare tutti?
Lo spero, dai più piccoli ai più grandi. Racconto la mia infanzia, ero un ragazzo di strada, ora sono tutti tecnologici...

Un ragazzo di strada, diventato però leggenda...
La strada ti aiuta, ma era la realtà di vita di prima. C'era più amicizia e più verità.

Fino a quando avrebbe giocato, se avesse potuto scegliere?
Sicuramente avrei preferito decidere con la mia testa, con il mio fisico, il momento giusto per smettere. Magari lo avrei fatto ugualmente un anno fa, ma in altri modi. Sarebbe stato diverso.

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parla anche ai microfoni del canale ufficiale del club giallorosso:

Vincere lo scudetto a Roma è come vincerne 10 da altre parti. Mi avrebbe fatto piacere vincerne di più, ma il rispetto e la fiducia sono la cosa più importante che possa aver dato a questa gente.

Quando va negli stadi è più acclamato di prima, in passato la fischiavano.
Quando ero calciatore mi insultavano, ora vado in tribuna mi applaudono e ringraziano per tutto quello che ho fatto.

Stasera un evento che sarà anche di beneficenza
È una cosa basilare, tutto sarà devoluto al Bambin Gesù. Dobbiamo dare un forte contributo a questi bambini a cui cerchiamo di strappare un sorriso in più

(roma tv)


L'ex capitano ha poi rilasciato alcune dichiarazioni all'agenzia di stampa: «Diventare un giorno presidente della Roma? Perché no, ma il futuro non lo so prevedere. Quello che è certo è che cercherò di fare sempre il bene di questo club, da presidente, vicepresidente o anche semplice collaboratore».

«La Roma mi ha dato tutto, senza la Roma non sarei nessuno - ha aggiunto - ma anche io ho sempre dato il 101 per cento, con rispetto per tutti. Per me la Roma è sempre venuta prima di tutto».

ha voluto dedicare un paragone a Paolo Condò, coautore del libro: «Per me in questa impresa è stato come , uno che fa la differenza». Una battuta sul passaggio da . «Davvero stavo scomodo sul trono, mi faceva male la schiena e il giorno dopo pure le gambe...». L'ex capitano della Roma, nel giorno del suo 42esimo compleanno, spiega che l'autobiografia è stata scritta «per parlare di Francesco, dell'uomo più che del calciatore. Dovevo esternare, e mi piace tutto quello che abbiamo scritto. Come definisco il libro? Piacevole». Anche se non a tutti è piaciuto. Franco Baldini ad esempio sembra sul punto di lasciare il comitato esecutivo della Roma per alcuni passaggi presenti. «Ma io non speravo nelle sue dimissioni, spero non si arrabbi nessun altro. Non ho fatto questo libro per togliermi sassolini - sottolinea -. Non devo fare arrabbiare nessuno. Mi spiace se si alza un polverone, non voglio questo. Ho scritto la verità, non cavolate». E così sottolinea ancora una volta che «avrei preferito decidere con la mia testa il momento giusto per poter smettere. Avrei smesso comunque in quell'anno, ma in un altro modo sarebbe stato diverso». Titoli di coda sul derby in programma sabato con la Lazio: «È una partita molto sentita a Roma, diversa da tutte le altre. Spero che sabato arrivi una grande partita. Se dovessero farmi un bel regalo lo accetterei volentieri. La squadra spero possa dimostrare il proprio valore che è veramente alto. Affronteremo questa partita a testa alta senza avere paura di nessuno».

(ansa)


Sempre prima dell'evento, ha rilasciato un'ulteriore intervista per le reti Mediaset:

Per i 25 anni ha festeggiato con la pizza negli spogliatoi di Trigoria, oggi festeggia con un'autobiografia al Colosseo.
Sono cose diverse, avrei preferito la pizza a Trigoria (ride, ndr). Ma tutto ha un inizio e una fine, sono felice di questi 25 anni trascorsi con la Roma. Ho pensato quando ho smesso di scrivere questa biografia, per parlare più del Francesco come uomo che del calciatore. Del calciatore erano tutti abbastanza esausti...

Tante belle storie ma anche qualche polemica, c'è chi ha letto e non ha gradito. Baldini ha addirittura minacciato le dimissioni.
Cose che succedono, diciamo. Quando fai un lavoro del genere devi dire la verità, non devi pubblicare un libro tanto per farlo. So a cosa andrò incontro, non ho detto nulla di eclatante. Gente che non sa cosa è successo può avere una visione diversa. Non voglio stare qui a litigare con tutti.

La voglia di rimettersi gli scarpini per dare una mano alla squadra c'è?
E' un pensiero normale, tutti i romanisti vorrebbero scendere in campo ad aiutare la propria squadra

(sport mediaset) - GUARDA IL VIDEO